Democrazia, sicurezza, libertà: un monopolio nelle mani sbagliate

9 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 10 FEB 20
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La crisi di governo probabilmente non ci sarà, la maggioranza rossogialla troverà verosimilmente un modo per superare la primavera, Matteo Salvini continuerà gioiosamente a essere rosolato sul braciere dell’attesa ed è possibile che la data del voto continuerà a non essere presente sull’agenda politica ancora per un po’. Ma per quanto la distanza dai pieni poteri stia contribuendo in modo progressivo a indebolire Salvini più di quanto ci si potesse immaginare, le fibrillazioni del governo ci ricordano che nulla può considerarsi scontato e non bisogna avere una laurea in politologia per capire che quando una maggioranza inizia a zoppicare non è detto che sia sufficiente trovare una nuova stampella a cui appoggiarsi per evitare di cadere. E dunque, nonostante la resilienza del Pd – la scorsa settimana al Pd è stato consegnato un sondaggio interessante: Lega al 31,8 per cento, Pd al 22,6, M5s al 12,7, Italia viva al 3,8 – e nonostante la presenza oggettiva di uno spazio potenziale al centro che i partiti più distanti dal salvinismo e dal grillismo potrebbero conquistare, il problema che riguarda i principali competitor di Salvini non ha a che fare solo con un problema di voti ma ha a che fare prima di tutto con una questione di temi.